Manifesto

Samizdat è un progetto culturale ed editoriale collettivo nato da Magozine per mettere in rete lettori, librerie indipendenti, editori, autori, blogger, gruppi di lettura, podcast, riviste, illustratori e persone che credono nella capacità dei libri di aiutarci a comprendere il presente e immaginare una società diversa.

Ogni anno Samizdat sceglie un grande tema e costruisce intorno a esso un percorso di letture, contributi e discussioni che confluisce in una pubblicazione collettiva.

Non vogliamo costruire una classifica dei libri migliori né sostituirci alla critica letteraria. Vogliamo fare qualcosa di diverso: scegliere libri capaci di aiutarci a comprendere il presente attraverso la storia, la letteratura, il pensiero e le esperienze di chi ci ha preceduto.

Libri da leggere, discutere, consigliare e soprattutto rimettere in circolazione.

Perché un libro non termina quando viene chiuso.

Può passare a un’altra persona, entrare in una libreria, diventare argomento di un gruppo di lettura, generare una recensione, una puntata di un podcast, un video, una presentazione o una discussione.

Samizdat nasce per far circolare libri, idee e relazioni.

Perché si chiama Samizdat?

Il termine samizdat nasce nell’Unione Sovietica e significa letteralmente “auto-edizione”. Indicava testi prodotti e diffusi al di fuori dei canali editoriali ufficiali, spesso copiati artigianalmente e passati da lettore a lettore per aggirare la censura.

Non viviamo quella stessa condizione storica e non intendiamo sovrapporre esperienze diverse.

Ci interessa però recuperare qualcosa dello spirito del samizdat: l’idea che la cultura possa circolare attraverso le persone e che un lettore non debba essere soltanto il destinatario finale di un libro, ma possa diventare a sua volta parte della sua diffusione.

Oggi non dobbiamo ricopiare clandestinamente un testo con una macchina da scrivere.

Possiamo però chiederci:

Chi decide quali libri vediamo?

Quali opere vengono discusse?

Quali scompaiono dopo poche settimane?

Quali piccole case editrici, autori e autrici rischiano di restare fuori dal nostro campo visivo?

E soprattutto: cosa possiamo fare noi lettori per far circolare un libro che riteniamo importante?

Samizdat parte da questa domanda.

Dalla lettura alla trasformazione della società

Il punto di partenza di Samizdat è il mondo.

La storia che abbiamo ricevuto, le lotte che ci hanno preceduto, i conflitti del presente e le possibilità che ancora non esistono.

Leggiamo per comprendere come siamo arrivati fin qui.

Leggiamo le esperienze di chi ha resistito, disobbedito, costruito alternative, difeso diritti, attraversato confini, combattuto discriminazioni, immaginato società differenti.

E leggiamo anche romanzi, racconti, poesie e opere capaci di fare ciò che talvolta la saggistica non riesce a fare: rendere immaginabile ciò che ancora non esiste.

La lettura può cambiare chi legge. Ma quel cambiamento non deve necessariamente fermarsi dentro di noi.

Un libro incontra un lettore. Il lettore incontra altri lettori. Le idee si confrontano, cambiano, generano altre idee e possono tornare nella società.

È questo movimento che interessa a Samizdat.

Un tema diverso ogni anno

Ogni edizione di Samizdat nasce intorno a una parola sufficientemente ampia da permettere percorsi diversi.

Una parola come Resistere, per esempio, può attraversare la resistenza politica, sociale, ambientale, culturale, femminista, operaia e antifascista; la resistenza dei popoli, delle minoranze, delle comunità e degli individui davanti al potere.

Negli anni successivi potranno arrivare altre parole, altre domande e altri percorsi.

Non vogliamo imporre una risposta.

Vogliamo formulare una domanda abbastanza grande perché molti libri possano incontrarsi al suo interno.

Un libro collettivo sui libri

Ogni anno il percorso culmina nella pubblicazione di un volume Samizdat.

Non sarà una semplice raccolta di recensioni.

Sarà un libro composto da voci differenti: lettori, librai, scrittori, blogger, critici, giornalisti, podcaster, studiosi e operatori culturali potranno raccontare un’opera che ritengono importante per comprendere il tema dell’edizione.

Un contributo potrà partire da un romanzo, un saggio, una raccolta poetica, un classico dimenticato o una pubblicazione contemporanea di una piccola casa editrice.

L’obiettivo non è stabilire quale sia il libro migliore.

Vogliamo porci altre domande:

  • Perché vale ancora la pena leggerlo?
  • Che cosa racconta del mondo?
  • Quale storia porta fino a noi?
  • Quali domande lascia aperte?
  • Che cosa può insegnarci per comprendere o trasformare il presente?

Da molti libri e molte voci nascerà così una mappa collettiva di lettura.

Il lettore non è uno spettatore

Samizdat nasce da un’idea molto semplice:

La promozione della lettura non appartiene soltanto agli editori, ai giornali o agli algoritmi.

Un lettore può fare moltissimo.

Può consigliare un libro. Prestarlo. Regalarlo. Recensirlo. Proporlo al proprio gruppo di lettura. Parlarne sui social. Portarlo in una biblioteca o in una libreria. Scriverne sul proprio blog. Dedicarvi un podcast o un video. Organizzare una discussione.

Per questo Samizdat vuole costruire una rete culturale indipendente e decentralizzata, nella quale ciascuno possa contribuire con i mezzi che possiede.

Non occorre che ogni iniziativa venga organizzata dai promotori del progetto.

Se cinque persone decidono di incontrarsi in una libreria per discutere uno dei libri dell’edizione, Samizdat sta già funzionando.

La pagina del lettore

Ogni volume conterrà anche uno spazio dedicato a chi lo sta leggendo.

Una pagina del lettore permetterà di scegliere uno dei libri incontrati nel volume e provare ad analizzarlo attraverso alcune domande:

  • Perché l’ho scelto?
  • Quale idea considero più importante?
  • Cosa condivido?
  • Cosa contesto?
  • Quale rapporto ha con il tema dell’edizione?
  • A chi lo consiglierei?
  • Quale altro libro metterei in relazione con questo?

Non vogliamo soltanto suggerire cosa leggere.

Vogliamo incoraggiare una lettura critica e partecipata.

E quella pagina potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo: il lettore di oggi potrebbe diventare uno dei contributori di una futura edizione di Samizdat.

Una rete tra lettori, librerie, autori ed editori

Samizdat vuole mettere in relazione persone che normalmente occupano punti differenti del mondo del libro.

Lettori e gruppi di lettura

Possono leggere i libri proposti, discuterli, suggerirne altri e organizzare autonomamente incontri e iniziative.

Librerie indipendenti

Possono consigliare titoli, ospitare discussioni, presentare il volume, proporre autori e contribuire alla circolazione delle letture.

Le librerie hanno una funzione particolarmente importante perché possono trasformare una rete digitale in una rete culturale presente nei territori.

Editori

Possono proporre libri e autori, partecipare alla discussione e collaborare alle diverse edizioni.

Samizdat non appartiene a una singola casa editrice. Potrà collaborare negli anni con editori differenti, permettendo a ciascuno di portare nella rete il proprio catalogo, i propri autori, le proprie competenze e la propria sensibilità.

Un editore potrà accompagnare anche più di un’edizione quando esistono le condizioni per continuare il percorso insieme.

Ciò che rimane indipendente è Samizdat.

Autori e autrici

Possono partecipare non soltanto parlando dei propri libri, ma anche diventando lettori degli altri.

Uno scrittore è prima di tutto qualcuno che legge.

Vorremmo che Samizdat diventasse anche uno spazio nel quale autori provenienti da case editrici diverse possano incontrarsi attraverso i libri che hanno formato il loro pensiero.

Blog, riviste, podcast, YouTube e social

Possono amplificare la circolazione delle letture attraverso recensioni, interviste, approfondimenti, video e discussioni.

Non chiediamo di riprodurre un messaggio identico.

Chiediamo esattamente il contrario:

appropriarsi del tema e raccontarlo con la propria voce.

Una rete senza centro

Samizdat non vuole costruire un’organizzazione nella quale ogni iniziativa debba passare attraverso i promotori.

La rete diventa più forte quando può muoversi autonomamente.

Una libreria può organizzare una presentazione. Un gruppo di lettura può discutere uno dei libri. Un podcast può dedicargli una puntata. Un blogger può pubblicare una recensione. Un autore può intervistare un altro autore. Una biblioteca può costruire una bibliografia. Un gruppo di persone può organizzare un incontro nella propria città.

Chi partecipa potrà utilizzare l’hashtag #Samizdat e rimandare al sito del progetto, permettendo alle diverse iniziative di riconoscersi reciprocamente.

Magozine raccoglierà e rilancerà, quando possibile, ciò che nasce dalla rete.

Non vogliamo organizzare tutto. Vogliamo mettere le persone nelle condizioni di organizzare qualcosa.

Editoria indipendente senza creare un nuovo recinto

Samizdat nasce con una particolare attenzione per piccoli e medi editori, librerie indipendenti, autori emergenti e libri che ricevono meno spazio nei grandi circuiti commerciali.

Ma non vogliamo sostituire un recinto con un altro.

Un grande editore può pubblicare un libro straordinario. Un classico può parlare al presente quanto un’opera appena uscita. Un libro dimenticato può essere più necessario di una novità.

La selezione non avverrà quindi in base alle dimensioni della casa editrice, ma alla qualità e alla capacità dell’opera di dialogare con il tema dell’anno.

Daremo però particolare attenzione alla bibliodiversità e a quelle opere che rischiano di avere meno possibilità di essere incontrate.

L’illustratore e l’identità visiva di ogni edizione

Ogni Samizdat avrà una propria illustrazione originale.

Vogliamo che anche l’immagine sia una forma di interpretazione del tema, non un semplice elemento decorativo.

Per questo ogni anno potrà essere coinvolto un illustratore o un’illustratrice differente.

L’opera diventerà parte dell’identità visiva dell’edizione e accompagnerà la pubblicazione e la sua comunicazione.

Quando possibile, l’originale entrerà nell’Archivio delle illustrazioni Samizdat.

Anno dopo anno costruiremo così non soltanto una biblioteca di libri, ma anche una piccola collezione di opere legate alla storia del progetto.

L’Archivio Samizdat: nessun libro diventa vecchio

Ogni edizione continuerà a vivere dopo l’uscita della successiva.

Nel nostro archivio conserveremo i volumi pubblicati, i temi affrontati, i contributori, gli editori, gli illustratori, i libri consigliati e la memoria delle iniziative nate intorno alle diverse edizioni.

Quando saranno ancora disponibili copie delle pubblicazioni precedenti sarà possibile richiederle.

Le eventuali copie residue potranno essere rimesse in circolazione attraverso lettori, gruppi di lettura, librerie, biblioteche ed eventi culturali.

Perché per Samizdat un libro non diventa vecchio quando termina la campagna promozionale.

Continua a esistere finché qualcuno lo legge, ne parla e lo passa a qualcun altro.

Una piccola economia culturale circolare

Samizdat non nasce con l’obiettivo di produrre profitto.

Le risorse generate dal progetto saranno, per quanto possibile e secondo le modalità definite per ciascuna edizione, reinvestite nella sua continuità.

Illustrazione, promozione, copie destinate alla diffusione, archivio ed edizione successiva sono parti dello stesso percorso.

Le prevendite potranno contribuire alla realizzazione delle nuove edizioni. Le eventuali risorse prodotte dalle pubblicazioni precedenti potranno contribuire a sostenere quelle successive.

L’obiettivo è costruire nel tempo una piccola economia culturale circolare, capace di sostenere almeno una parte delle proprie attività senza trasformare Samizdat in un prodotto costruito per massimizzare il profitto.

Un editore può cambiare. La rete rimane.

Samizdat è indipendente dall’editore che pubblica il singolo volume.

Ci piacerebbe collaborare negli anni con case editrici differenti, perché ogni incontro può portare nella rete nuovi autori, nuovi lettori, nuove librerie e nuovi modi di pensare il libro.

Ma la rotazione non sarà un obbligo.

Quando una collaborazione funziona, potrà continuare. Quando incontreremo una nuova realtà con cui condividere un’edizione, potremo costruire un nuovo percorso.

L’editore può cambiare. La rete rimane.

Samizdat vive soprattutto fuori dal libro

Il volume annuale è importante.

Ma non è tutto il progetto.

È il punto nel quale, una volta all’anno, una parte della rete diventa carta.

Samizdat continua nelle librerie, nei blog, nei gruppi di lettura, nelle biblioteche, nelle newsletter, nei podcast, sui social, nei festival e nelle conversazioni tra persone.

Per questo incoraggiamo chi partecipa a organizzare autonomamente presentazioni, incontri, gruppi di lettura, interviste, video, podcast, articoli, recensioni e discussioni pubbliche.

Non importa che Magozine sia presente.

Anzi.

Quando Samizdat riesce a muoversi senza di noi significa che la rete sta funzionando.

Il Manifesto Samizdat

Crediamo che leggere significhi mettere in relazione passato e presente.

Crediamo che esistano libri capaci di attraversare gli anni e continuare a interrogare la società.

Crediamo nella cultura dal basso, costruita da persone che leggono, discutono e condividono.

Crediamo nelle librerie come luoghi di relazione e nei librai come mediatori culturali.

Crediamo nell’editoria indipendente e nella bibliodiversità.

Crediamo che gli autori possano essere anche lettori degli altri.

Crediamo che una recensione, un podcast, una discussione tra cinque persone e una grande presentazione possano essere forme diverse della stessa circolazione culturale.

Crediamo che la cultura non debba avere necessariamente un centro.

Crediamo che un progetto possa essere coordinato senza essere controllato.

Crediamo che un libro letto da una persona possa raggiungerne un’altra e da quella ripartire ancora.

Crediamo che conoscere ciò che è accaduto prima di noi sia uno degli strumenti attraverso cui possiamo comprendere ciò che accade oggi.

Crediamo che le idee non debbano rimanere immobili: devono incontrarsi, essere discusse, contestate, cambiare e generarne di nuove.

Crediamo che immaginare una società diversa richieda parole, storie e idee con cui poterla pensare.

Per questo leggiamo.

Per questo discutiamo.

Per questo facciamo circolare i libri.

Samizdat.
Libri in circolo. Idee in movimento.

Il Manifesto definisce ciò che ci unisce; il gruppo Telegram è lo spazio in cui possiamo incontrarci e discutere

Entra nella rete Samizdat

Samizdat cresce attraverso le persone che decidono di far circolare libri, idee ed esperienze.

Puoi partecipare come lettore, libraio, autore, editore, blogger, podcaster, illustratore, gruppo di lettura o semplicemente come persona interessata al progetto.

Leggi. Discuti. Condividi. Organizza.

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